The good mothers

Regia di Note di regia
  • Julian Jarrold, Elisa Amoruso
Regia di
  • Julian Jarrold, Elisa Amoruso
Anno
  • 2023
Durata
  • 6x50”
Anno
  • 2023
Durata
  • 6x50”
Guarda Trailer
Cast
  • Gaia Girace
  • Valentina Bellè
  • Barbara Chichiarelli
  • Francesco Colella
  • Simona Distefano
  • Andrea Dodero
  • Micaela Ramazzotti

Sinossi

Basata su una storia vera, The Good Mothers ripercorre le vicende di Denise, figlia di Lea Garofalo, Maria Concetta Cacciola e Giuseppina Pesce, tre donne che osano contrapporsi alla ‘ndrangheta. Ad aiutarle la P.M. Anna Colace che, appena arrivata in Calabria, ha un’intuizione: per poter abbattere i clan della ‘ndrangheta, è necessario puntare alle donne.
È una strategia che comporta grandi rischi: la ‘ndrangheta è nota e temuta per il suo pugno di ferro e il potere insidioso. The Good Mothers segue Denise, Giuseppina e Maria Concetta nel loro tentativo di affrancarsi dal potere criminale e collaborare con la giustizia.



Note di regia
  • JULIAN JARROLD
    Questa storia di donne che hanno osato sfidare la ’ndrangheta – una delle organizzazioni criminali più spietate e ricche in Italia – è stata così potente e toccante da coinvolgermi totalmente.

    Con la Calabria che fa da sfondo, seguiamo da vicino le donne che sono state disposte a rompere il codice del silenzio, scappare da legami familiari e sociali misogini e testimoniare contro padri, fratelli e mariti nella speranza di una nuova vita di libertà. È un viaggio avvincente e pericoloso nel tradimento e nel coraggio.

    ELISA AMORUSO
    Quello che mi ha colpito in questo progetto è stato innanzitutto il tema.
    Dopo aver letto la sceneggiatura della prima puntata, ho sentito immediatamente l’urgenza di raccontare le storie di queste donne, protagoniste invisibili, che hanno contribuito in maniera significativa alla lotta contro la criminalità organizzata. Lea Garofalo, Giuseppina Pesce, Concetta Cacciola, Denise Cosco hanno avuto il coraggio di denunciare, per un desiderio di libertà verso quella vita, che, a loro, non era stata concessa.

    La serie porta con sé un messaggio di grande emancipazione e libertà, non solo per le protagoniste, ma per tutte le donne che, in generale, hanno subito violenza, fisica e psicologica, all’interno di relazioni familiari e sentimentali. Ed è proprio questo senso, necessario e universale, che mi ha spinto a raccontare questa storia, ricercando, più di ogni altra cosa, empatia e verità.